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10/01/17

Fine Anno - Nuovo Anno



Un altro anno è andato... e un altro incomincia.
Xbox ha pensato bene di darmi il pretesto per questa noticina commemorativa pubblicando un "generatore di stemmi" che dovrebbe in sostanza raffigurare e riassumere la mia attività di videogamer nell'anno passato.
Senza divagare con l'esame dettagliato sulla presenza di questo o quel riferimento (ad esempio, il pallone credo simboleggi le simulazioni sportive: e vorrei ben vedere, con tutte quelle ore su Madden!)  l'iniziativa mi sembra simpatica e certo in linea con l'ormai onnipresente tendenza a rendere "social" tutto quanto facciamo, tant'evvero che io per primo non ho resistito alla tentazione di sfruttare la funzionalità per pubblicare il tutto direttamente sul mio facebook... non so, mi divertiva il tono decisamente sopra le righe del messaggio, a fare da contraltare ai molti "bilanci di fine anno" fin troppo seriosi che vedevo in giro! :-)

Detto questo, la mia memoria è pessima, per cui sarei davvero in grave difficoltà se dovessi espormi con le tipiche proclamazioni, ed indicare il mio "gioco dell'anno" o ancora peggio il mio "obiettivo dell'anno"... per cui lo faccio! :-D

Obiettivo dell'anno, in termini di "peso" psicologico vissuto prima di sbloccarlo e soddisfazione nel sbloccarlo, sicuramente Why Not Me In The Superbowl: non solo perché di fatto non è boostabile, non solo perché si tratta di un obiettivo PvP che ti mette contro manipoli di esagitati quasi-professionisti, non solo perché facendoti vivere tutto un playoff richiede di realizzare una "striscia" di risultati positivi in partite senza appello sempre più impegnative... ma soprattutto perché è inutile negare che oramai ci tengo a mantenere il mio 100% su tutti i Madden finora giocati, è probabilmente la mia serie preferita, sicuramente quella su cui ho speso più ore e i completamenti non sono certo banali ma anzi abbastanza "prestigiosi". Ogni Madden che inizio penso "eeeeh questa volta non ce la farò..!" , e giù mesi di angoscia e allenamenti e febbrile costruzione della squadra. Anche per quest'anno, invece, ce l'ho fatta... e in che modo!

Gioco dell'anno! Beh, si potrebbe senz'altro dire Madden 16. Ma cambiamo un po', diamine! Proclamo allora l'altra mia costante ossessione, e cioè Destiny. E per quanto con Madden vada a colpo sicuro, dato che tutto parte da uno sport che mi appassiona molto nella realtà, Destiny invece mi ha conquistato poco per volta, soprattutto per quel poco (o tanto?) di componente rpg che contiene. Che fosse uno spara-spara "fatto bene" lo si vedeva subito, ma la passione per la quest collaterale, per l'arma esotica, per le peculiarità delle varie subclassi... tutto questo è cresciuto progressivamente e senz'altro in maniera drastica con l'uscita autunnale dell'ultima espansione.
Se devo pensare a un gioco che mi ha sorpreso e colpito in positivo, probabilmente direi Tomb Raider Definitive Edition: giocato proprio verso la fine dell'anno, ma senz'altro un bellissimo e appassionante story mode , che forse risalta ancor di più dei suoi meriti, per contrasto a tanti titoli giocati quest'anno in cui la trama era un aspetto del tutto assente (Titanfall) o al massimo poco più che pretestuoso (Sunset Overdrive). In termini di "belle storie" forse AC Unity mi è piaciuto altrettanto (non capisco perché sia stato così massacrato... sarà che ci ho giocato dopo le varie patch!), però la giocabilità è molto peggiore, 'sto Arno davvero va un po' troppo dove gli pare! Come pure assai bella la campagna di Battlefield 4, pur con le forzature tipiche di una sceneggiatura molto "adrenalinica"... ma zavorrato da quello schifo di multiplayer, BF4 può essere mio "gioco dell'anno" solo nella categoria "boostate atroci pur di completare un gioco". :-/
Probabilmente Gears of War 4 avrebbe potuto essere un serissimo pretendente, se non fosse che (mea culpa) ci ho giocato davvero poco, senza ancora manco finire la campagna e giocando davvero poco al multiplayer (che comunque mi è parso bello ma non strabiliante). Si accontenta di questa menzione.
Infine sento di dovere una menzione per Project Spark. Prima di tutto perché mi ha fruttato una bella pioggia di punti (soprattutto di punti su TA, visti i ratei) grazie ai due completamenti su console e pc. E poi perché si trattava davvero di un progetto coraggioso e innovativo, un qualcosa di "diverso" nel panorama, ed è un vero peccato che sia stato chiuso! Quindi questa menzione è anche un modo per ricordarlo e tributargli il giusto plauso.



27/12/16

Questa è la storia...


Finalmente mi sono deciso a giocare la  cosiddetta "campagna" single-player di Tomb Raider e, in breve, mi è piaciuta davvero, davvero tanto! Sicuramente una delle migliori "regie" che mi sia capitato di vedere, soprattutto per come fonde le parti filmate con le parti giocate (o semi-giocate, come le sequenze "sui binari" o quelle platform che fanno davvero tanto "Tomb Raider")...  e poi che scenari, e che sequenze... anche gli eventi quick-time sono piazzati e concepiti in modo da risultare naturali e anzi come una benvenuta scossa adrenalinica in un gioco che risulta essere soprattutto di esplorazione/piattaforme, dato che gli scontri a fuoco sono davvero facili.
Insomma, tanto mi ha appassionato questa campagna che, una volta finita... mi sono messo a rigiocarla!
E mi sento di dire che, in generale, trattasi di cosa buona & giusta.
Arrivo anzi a dire che dovrebbe essere una regola generale, naturalmente per giochi con una qualità tale che ne valga la pena, perché esattamente (e forse di più) come un buon film, o un buon libro... anche la storia di un buon videogame si apprezza decisamente di più al secondo passaggio, o se non altro la si vive in una maniera diversa, e complementare.
Tanto per cominciare c'è ovviamente il discorso della prospettiva, sapendo "come sono andate a finire" le cose, gli snodi narrativi si colgono in maniera diversa e più consapevole, il lavoro degli sceneggiatori viene apprezzato maggiormente.
Soprattutto c'è l'aspetto del ritmo e della continuità.
Mentre ero impegnato nella prima "passata" ho obbligato la narrazione a delle luuuuunghe pause, allo scopo di andare alla caccia di collezionabili e/o progredire in esperienza e dotazioni per poter aver vita relativamente agevole nel proseguire la storia. Approccio non sbagliato, ma che certo nuoce al ritmo della narrazione... magari si dedicano un paio d'ore via "viaggio veloce" in una locazione che non ha nulla a che fare con dove la trama ti ha condotto, il giorno dopo torni alla trama... ma è come avere vissuto una gigantesca interruzione pubblicitaria, devi riannodare mentalmente tutti i fili (anche se il nostro cervello è spettacolarmente bravo in questa attività) e soprattutto ricostruire una atmosfera e uno stato emotivo.
Senza contare che poi mentre lo giochi hai anche altre cose per la testa, primi fra tutti gli amati/odiati obiettivi, per cui il coinvolgimento è disturbato da pensieri tipo "devo fare ancora tot uccisioni con quest'arma" o tipo "questo è un buon posto per provare a fare quell'obiettivo che..." , tutte considerazioni che influiscono sulla condotta di gioco e appunto sulla "libertà" che ha la storia di riempire la nostra testa e la nostra attenzione.
Visto che se ne parla, l'aspetto paradossale della mia esperienza con questo gioco è appunto questo: durante la campagna ero in ansia per tutta 'sta roba, i collezionabili... le sfide... gli obiettivi (soprattutto quello di uccidere i nemici mentre si calavano giù dalle corde) allo scopo di evitare l'amara disavventura di dovermi poi trovare costretto a... rigiocare la storia! Cosa che poi ho scelto comunque, liberamente, di fare.  :-)
Intendiamoci: è risaputo che spesso queste campagne abbiano una sceneggiatura traballante e/o pretestuosa, non sto sostenendo che siano dei capolavori di letteratura. Che poi, ammettiamolo, anche a noi quello che interessa - principalmente - è sparare e saltare!
Però ci sono indubbiamente molti giochi che "funzionano", se si fa loro il favore di assecondarli un po' e di lasciarsi coinvolgere, proprio come questo Tomb Raider: mi è piaciuto lo spunto di ri-partire da una Lara inesperta e insicura, partenza di cui si giova il concetto di "accumulo di esperienza" (e sblocco delle relative capacità) , che diventa un qualcosa di molto più naturale e plausibile.

Quindi ecco, mi sento di consigliarlo a tutti. Quando trovate un gioco fatto bene, che vi piace, rigiocatevi la campagna: magari alla difficoltà più bassa, il più tutto d'un fiato possibile, ma non di corsa, proprio come se fosse un film interattivo. O forse (devo provare!) giocarsi subito la campagna senza pensare ad altro, e poi mettersi "al lavoro" con la lista obiettivi, trovando però il tempo di capire bene, specie all'inizio della storia, quello che magari la prima volta non abbiamo troppo colto.

Magari proverò quest'altro metodo proprio con il seguito, Rise of the Tomb Raider, che è al momento sullo scaffale pronto per iniziare.




ps: giusto alla vigilia di Natale, ho sperimentato una seconda volta questo metodo, anche se in maniera meno... ehm.. volontaria, con la campagnia di Battlefield 4. Colpa del fatto che questo "bellissimo" gioco mi ha perso il salvataggio proprio quando sono arrivato alla fine, per cui dovendolo rigiocare allapass difficoltà massima ho preferito non correre rischi e farmelo tutto di fila, senza spegnere la console. Ebbene, pure essendo una storia alquanto farlocca, posso confermare che ha funzionato decisamente meglio che non alla prima passata!

22/12/16

Aggiornamento!

Riprendo il blog (dopo ahimè il solito tempo più lungo di quanto avessi voluto) nel bel mezzo di una serie di giornate abbastanza tranquille, quindi con un numero di ore dedicate al gioco altrettanto normale... ma temo che con parametri da persona normale si dovrebbe piuttosto dire "decisamente intenso". Eppure, dal punto di vista degli obiettivi sono giornate quasi totalmente inutili, infruttuose.
Questo perché, principalmente, mi sono messo in testa la bella idea di (ri-)approfondire alcuni giochi, dedicandovi altro tempo, pur avendoli già completati, o comunque in attività che non portano alcun progresso agli obiettivi ancora mancanti.
Naturalmente in simile follia non poteva non esserci lo zampino delle mie due più potenti e innegabili ossessioni: Madden e Destiny.

Cominciamo con Madden. L'idea di giocare ancora molte delle sfide single-player rimaste non è certo nuova, c'è lo avuta da sempre ed è dettata da una motivazione molto semplice: è troppo divertente! E poi ce ne sono altre non da meno, in primis la voglia di giocare ancora con la super-squadra che con tanta dedizione mi sono costruito! Inoltre, lo scrupolo di raccattare quanti più possibili "crediti fedeltà" perché intanto lo so che, a dispetto di tutti i proclami, sarà molto facile che io inizi Madden 17, una volta che sarà messo gratis sul EA Access.
Quindi vabbè, si potrebbe farla facile e dire che semplicemente ho un po' incrementato la frequenza di queste sfide, passando da farne una manciata a settimana (dopo un periodo di opportuna e totale "disintossicazione"), a giocarne 3/4 al giorno... ma non è solo questo. E' che ho sentito risalire in modo preoccupante l'attenzione per le aste e il mercato giocatori che, com'è noto, sono i veri fattori mangia-tempo di questo gioco. Per il momento mi sono solo concesso lo sfizio di raccattare i cinque giocatori che mi hanno permesso di completare la collezione per sbloccare il Reggie Nelson "Final Edition" da 99. Il tutto per un esborso di circa 150.000 (per comprarlo direttamente all'asta bisogna sborsare sui 180/190.000) e spinto da una grata venerazione per il Reggie Nelson "Team of the Year" da 94 che, nei tempi in cui è rimasto titolare mi ha garantito una tale messe di intercetti che l'esclamazione del telecronista "Interceeepteeed byy Reeeeeggienelson!" era ormai diventata un tormentone! Certo, una volta messe le mani sull'Earl Thomas da 99, il Reggie da 94 si è dovuto accontentare di un ruolo da panchinaro, ma non mi sono mai sognato di venderlo! Adesso, con questo upgrade non voglio dire che il ruolo da titolare di ET sia messo in discussione ma certo Reggie troverà di nuovo più spazio, conto di farlo scendere in campo quasi sistematicamente in situazioni di ovvio passaggio. E poi, aho, ce lo volevo avere! :-)

Destiny. Beh, parlare di me e Destiny assomiglia davvero molto a sparare sulla crocerossa! Ma non è colpa mia se ci sono così tanti contenuti da spolpare, cosi tante armi esotiche e leggendarie da scoprire e se, adesso che sono navigato e maxato, tutto è così divertente ed appagante, gli assalti, le incursioni e, si lo ammetto... a volte, anzi non sempre ma spesso.. addirittura il multiplayer!


Gioca e rigioca, credo davvero che questo gioco si riuscito a creare quel "mondo continuo" dove andare ogni tanto, coltivare abitudini, scoprire novità, sperimentare armi e tattiche alternative... insomma un "abitare" il gioco slegato completamente dal concetto "l'ho finito / lo devo finire". Per esempio questo mese hanno rimesso le Corse con gli Astori che fanno tanto Impero-Colpisce-Ancora? Bene, allora adesso per un po' dimentichiamo le Incursioni e le Sfide di Osiride e ci divertiamo (perché si, una volta che si imparano le piste, sono davvero divertenti!) con le Corse... e se facendo le Corse si droppano nuove armature da 400 di Luce e/o si completano nuove Taglie dedicate... beh, tanto meglio!

Bene, e adesso veniamo all'eccezione, al caso più clamoroso di tutti. Tomb Raider - Definitive Edition. Ma su questo "evento"  credo valga la pena dilungarsi un po' di più, per cui rimando ad un very-prossimo post apposito.

E quando non impegnato in questi giochi? Beh, ci sono sempre le stramaledettissime "ore" dei DLC di Battlefield 4 da portare avanti... per cui in questo caso possiamo parlare di passettini in una luuunga marcia di avvicinamento a questi obiettivi. Lunga e davvero frustrante perché più ci gioco, meno 'sto BF4 mi convince. Dinamica contraria naturalmente alla norma, dove la "confidenza" con un gioco porta di solito ad apprezzarlo un po' di più, non è questo il caso: certo, ci sono rari momenti in cui ti diverti, nel mio caso spesso collegati alla presenza di mezzi corazzati (da guidare o da abbattere), ma per quanto mi riguarda rimane un gioco confusionario e troppo frenetico, sostanzialmente frustrante. Questo oramai ho deciso di smazzarmelo in nome degli Obiettivi, anche se queste preziose ore davvero "sprecate" mi fanno davvero una gran rabbia. Prima di riprendere un altro Battlefield ci penserò cento volte.