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24/03/17

Un giretto nel rifugio post-atomico

Da un certo punto di vista, Fallout Shelter non è nemmeno un vero gioco, è quasi più uno spot pubblicitario interattivo per il ben più noto, complesso ed ambizioso Fallout 4, l'idea essendo che bazzicando il medesimo lore, facendo evolvere i personaggi attraverso i famigerati parametri S.P.E.C.I.A.L. (acronimo ben trovatissimo, che purtroppo si perde in italiano) e in generale respirando "l'aria di Fallout" in questo lontano e gratuito cuginetto, ci venga alla fine voglia/bisogno di comprarci il gioco "vero".
Dico questo perché il gioco è palesemente pensato per non creare nessun problema al giocatore, o comunque pochissimi. Le missioni proposte sono sempre adeguate al livello raggiunto dai tuoi personaggi (e comunque te le puoi scegliere), i pericoli che minacciano la florida crescita del tuo Rifugio sono decisamente abbordabili, ti puoi produrre con relativa facilità delle belle scorte di medikit e pacchettti anti-radiazioni e se, nonostante tutto questo, dovesse capitare che un personaggio ti muoia... lo puoi sempre resuscitare per una ragionevolissima quantità di tappi (la falloutiana moneta corrente per eccellenza).
Il gioco è pensato per gratificare, e ci riesce, facendo leva sulla gratificazione che si prova nel vedere crescere/evolvere/prosperare la nostra comunità, com'è tipico di tutti i "gestionali" in cui ci troviamo a nella parte del dio, semi-dio, deus-ex-machina, dittatore (devo iniziare presto Tropico4..!) di turno.

Per me rappresenta un piacevole diversivo, potendolo giocare sul pc riesco ad esempio a dedicarci quei 3 minuti di "pausa-caffè" anche quando sono al lavoro, giusto per verificare l'andamento di una missione o di raccattare un po' di materiali prodotti. E' il gioco stesso a privilegiare un approccio di questo tipo, dato che le tutte le attività produttive e remunerative (missioni, "allenamenti" dei personaggi , creazione di armi/vestiti e materie prime) sono soggette all'imperio del dio Chrono, collegate quindi al procedere del tempo scandito dall'orologino interno di Windows, o della One: diventa così naturale, allora, avviare una missione, lasciare passare le 4 ore reali che servono ai personaggi per raggiungere il luogo indicato e quindi riavviare magari il gioco in serata per giocare la missione.
Insomma, il gioco è decisamente casual, e mi piace questa sua natura diciamo... non invadente, per cui dedico volentieri un po' di tempo, ma senza esagerare. Alcune volte sono stato vicino alla tentazione di mettermi a fare "le cose per bene", scatenando l'istinto alla micro-managerialità puntigliosa latente in me, perché il gioco avrebbe anche la profondità sufficiente per farlo: assegnare i personaggi giusti alla lavorazione giusta per massimizzare la produzione, applicare le corrette sessioni di training ai vari personaggi per colmare più opportunamente le loro lacune, avere dei "turni" per le missioni (invece di mandare fuori sempre i più forti) per far livellare in modo omogeneo tutta la popolazione... spazio per una gestione più impegnata ce ne sarebbe!
Ma questo gioco, visto che me lo consente, mi piace giocarlo "un po' così", cercando di fare le cose giuste certo, ma senza porsi troppi problemi... ho ben altro a cui pensare! :-)

[ nella foto, il "mio" rifugio n.314 in tutta la sua - attuale - estensione e bellezza ]

19/06/14

Gioia del Joypad

Mentre ancora la gamers community è in piena eccitazione (...o forse no?) per i tanti annunci di divertimento futuro promessi dall'E3 appena concluso, mi piace invece lasciare una traccia di un upgrade piccolo-piccolo che però per me si è rivelato di una certa rilevanza, aprendomi alcune nuove prospettive: il rilascio dei driver del joypad della One per Windows.
Tradotto in pratica, poter giocare a "Halo Spartan Assault" sul portatile! :-D

Avevo molte aspettative quando fu annunciato il rilancio di tutto il pacchetto "Live per Windows" (obiettivi compresi) , il pc è una piattaforma a cui sono molto affezionato e a cui torno con piacere, avendone la possibilità e la motivazione... d'altra parte portarsi in giro una console può essere complicato, un portatile è già molto meglio. ;-)
Purtroppo l'esultanza è abbastanza rapidamente scemata quando alla prova dei fatti si è visto che il rilancio era mirato prevalentemente alla incarnazione "per tablet" di windows, con una miriade di giochini casual , spesso e volentieri pensati espressamente per un'interfaccia di tipo touch tipica del tablet.

Questo "Halo: Spartan Assault" mi ha un po' riconciliato con la situazione: è certamente "leggerino", ma insomma si comincia a fare sul serio. E  (non so se sia semplice disabitudine o cosa) siccome giocarci muovendomi coi cari vecchi tasti W-A-S-D è risultata un'esperienza decisamente punitiva, è giunta come manna dal cielo la possibilità di attaccare il pad della One, e via iniziare a sparacchiare senza il minimo intoppo.
La sensazione è davvero niente male: attacco il pad al portatile et voilà, mi trovo proiettato in una atmosfera "da console". E grazie alle cuffiette audio e allo schermo a pochi centimetri da naso, in un contesto di gioco ancora più immersivo e meno dispersivo del salotto di casa.
E sulla qualità del joypad della One mi pare che proprio nessuno possa avere qualcosa da dire.

La direzione è quella giusta: le sinergie attuali e potenziali della piattaforma vanno sfruttate al massimo, Apple insegna.